L’influenza aviaria alle porte d’Italia

Il pericoloso virus dell’influenza aviaria H5N8 è stato scoperto di nuovo in uccelli selvatici morti sul lago di Costanza. Le analisi di laboratorio eseguite...

Il pericoloso virus dell’influenza aviaria H5N8 è stato scoperto di nuovo in uccelli selvatici morti sul lago di Costanza. Le analisi di laboratorio eseguite finora, hanno confermato che la causa della morte è un virus dell’influenza aviaria. Da venerdì scorso, attorno al lago di Costanza vengono rinvenuti cadaveri di uccelli selvatici, per lo più morette. Sulla causa della morte non si hanno ancora riscontri definitivi, ma tutte le analisi finora eseguite sembrano identificarla nell’influenza aviaria, e più precisamente nel sottotipo H5N8. Poiché sono state rinvenute carcasse sia in Svizzera che in Germania e in Austria, le competenti autorità dei tre Paesi stanno lavorando a stretto contatto e decideranno a breve misure coordinate per impedire l’ulteriore diffusione del virus. Finora, non è chiaro chiaro se il virus è arrivato in Europa attraverso uccelli selvatici, mangimi o commercio di pollame. Chi dovesse rinvenire una carcassa è pregato di non toccarla e di rivolgersi alla polizia o a un guardiacaccia. Per ora non vi sono indizi che l’influenza aviaria del sottotipo H5N8 sia trasmissibile agli esseri umani.

Ad oggi non si conoscono persone infettate dal sottotipo H5N8 mentre il rischio per la salute pubblica è “molto basso”. Il virus, secondo quanto sottolineato a inizio anno dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), è ancora all’origine di diversi casi di infezione in tutto il mondo, dall’Asia all’Europa, e determina la morte di migliaia di volatili. La malattia, occasionalmente, può essere trasmessa anche agli esseri umani. In situazioni del genere, rileva Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” è comunque sempre utile che le autorità sanitarie a livello europeo e nazionale monitorino la situazione per evitare il diffondersi di contagi, che nel caso dell’influenza aviaria nel gran parte dei casi non riguardano l’uomo ma possono causare ingenti danni alla filiera alimentare.


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