Formula 1, Mondiale al fotofinish: chi la spunterà?

Sono quattro i Gran Premi che restano ancora da disputare in una delle più belle stagioni di Formula 1 che si ricordino in epoca moderna. Di certo è la più emozionante e combattuta nell’era ibrida, dove la Mercedes ha spadroneggiato. Il merito va...




Sono quattro i Gran Premi che restano ancora da disputare in una delle più belle stagioni di Formula 1 che si ricordino in epoca moderna. Di certo è la più emozionante e combattuta nell’era ibrida, dove la Mercedes ha spadroneggiato. Il merito va dato sia a Max Verstappen, che a 24 anni ha compiuto un ulteriore step sul piano della maturità e della gestione della sua proverbiale irruenza, sia alla Red Bull che ha messo in mano al fuoriclasse olandese una monoposto in grado di battagliare ad armi pari con le “Frecce d’Argento”. Anzi, si può dire che ormai da un paio di mesi a questa parte, la Red Bull sia nettamente la vettura migliore in pista. Chi l’avrebbe mai detto ad inizio stagione?

I 19 punti di distacco

Il Gran Premio del Messico potrebbe essere stato un importante spartiacque nella storia di questo Mondiale. La Red Bull vi arrivava da grande favorita, le qualifiche del sabato (uno-due Mercedes con Bottas-Hamilton) avevano ribaltato le sensazioni e i pronostici dei siti consigliati per le scommesse sportive. Alla prima curva, però, Verstappen ha rimesso le cose a posto, con un doppio sorpasso alla prima curva, in staccata, all’esterno, che ha costretto Hamilton ad una gara di sofferenza, volta più a difendere il secondo posto dagli assalti di Perez che a insidiare il primato di Max.

Quattro gare al termine, dicevamo: sono 19 i punti che ora separano Verstappen dal sette volte campione del mondo. Un bottino importante ma non ancora decisivo: la Mercedes ha già dimostrato di avere in canna ancora guizzi da grande squadra, ma Verstappen è ormai un martello. Le vittorie stagionali sono già nove, ma la crescita rispetto ad inizio stagione è netta: basti pensare che Hamilton ha raccolto sì cinque trionfi, ma tre di queste vittorie sono arrivate nei primi 4 GP. Insomma, dopo il 9 maggio (primo posto in Spagna), Lewis ha trovato il gradino più alto del podio solo nel discusso GP di Silverstone, a luglio, e in Russia, a Sochi, nel fortino Mercedes, a fine settembre. “SuperMax”, dal suo canto, ha infilato due successi di fila, preceduti da due secondi posti: è così che ha scavato un solco che oggi sembra davvero durissimo da ripianare per Hamilton.

Si tornerà a correre nel fine settimana, a Interlagos: in Brasile, nel 2019, a spuntarla fu ancora Verstappen che arriva da favorito anche a questo week-end. Sarà fondamentale, per Hamilton, finire davanti e provare poi il colpo di coda nelle due gare successive che si disputeranno su circuiti inediti: a Losail, in Qatar, e a Gedda, in Arabia Saudita, prima del gran finale di Abu Dhabi il 12 dicembre.

La Ferrari delude (ancora)

A margine della lotta per il Mondiale, c’è la Ferrari: la rossa arrivava in Messico con ben altre aspettative, innalzate dai buoni riscontri della nuova power unit montata negli ultimi gran premi. Leclerc e Sainz hanno chiuso al quinto e sesto posto e portato a casa un discreto bottino che, complice anche l’amarissima domenica della McLaren (Norris decimo, Ricciardo fuori dai punti), ha riportato Maranello al terzo posto nella classifica costruttori. È l’unica nota lieta di una gara che ha visto Sainz doppiato da Verstappen e Leclerc a un minuto e 20 dall’olandese.



Scritto da: · Data aggiornamento: 8 Novembre 2021

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