
Con l’avvento di internet e sopratutto delle mail, scrivere e spedire una lettera, non rientra più nelle abitudini di un tempo.
Ed il risultato è così un calo di spedizioni e quindi di lavoro per Poste Italiane.
Nel 2009 infatti c’è stato un meno 20% per la normale corrispondenza. E chi ne fa le spese sono gli impiegati, per di più i postini, che rischiano il proprio posto di lavoro. Per l’esattezza in bilico ci sono 10.600 posti.
Ma l’ad Massimo Sarmi scende subito in campo nella polemica e rassicura affermando che gli eventuali esuberi di personale verranno impiegati in altre attività del gruppo.
Ma a preoccupare maggiormente i sindacati è la decisione dell’azienda di affidare ai tabaccai una parte dei servizi finanziari che si svolgono normalmente negli uffici postali.
Per la liberalizzazione del 2011 poi, è in corso una trattativa tra sindacato e azienda per riformare il settore della logistica e del recapito. Nei programmi ci sarebbe la decisione di far lavorare i portalettere cinque giorni a settimana (e non sei), ma per tutto il giorno, non solo di mattina.
Fonte: Sky tg24




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