Zurigo – Il Vaticano dovrebbe assumersi maggior responsabilita’ nei gravi casi di abusi sessuali da parte del clero cattolico, ha detto a un quotidiano svizzero l’Abate Martin Werlen di un monastero svizzero, in riferimento allo scandalo che ha coinvolto diocesi di molti paesi in Europa.
“Temo che la leadership della Chiesa di Roma non stia prendendo seriamente la situazione abbastanza sul serio“, ha detto Martin Werlen, aggiungendo poi: “E’ in gioco la nostra credibilità“.
Martin Werlen, abate del monastero di Einsiedeln, ha detto che almeno tre dei 77 monaci del monastero hanno commesso atti di violenza da quando ha assunto la direzione nel dicembre 2001, ma non sono stati intrapresi azione legali in alcuno di questi casi, su richiesta specifica del vittime.
In una lettera pastorale, Papa Benedetto XVI ha chiesto scusa scusa alle vittime degli abusi sessuali sui minori da parte del clero in Irlanda, e ha ordinato un’inchiesta ufficiale in quel paese. “I vertici della Chiesa Romana devono imparare ad intervenire più velocemente in situazioni del genere” afferma Werlen, il quale aggiunge: “La parola del Papa dovrebbe venire quando la situazione si verifica, non due mesi più tardi“.
In Svizzera (una decina le denunce di abusi da parte del clero) si sta pensando di formulare e pubblicare una lista nera di coloro che si macchiano di questi gravi reati. La proposta arriva da Christoph Darbellay, leader del partito cristiano democratico centrista della Svizzera, e vede favorevole anche il Vescovo di Basilea Roland-Bernhard Trauffer.
La vignetta rappresentata nella foto e’ ad opera di Nico Pillinini.
Fonte foto: blog di Nico Pillinini




