Virus Zika, tre casi confermati in Italia importati dalla Polinesia

La recente segnalazione di casi autoctoni di Zika virus in Svizzera potrebbe determinare un incremento dei casi importati.

Virus Zika, tre casi confermati in Italia importati dalla Polinesia

L’Italia non è immune dal virus Zika che suscita grande preoccupazione a causa delle gravissime conseguenze, tra cui la microcefalia, che provoca nei figli delle donne contagiate durante la gravidanza. Nel 2014 la Regione Toscana ha segnalato 3 casi confermati di febbre da Zika virus importati dalla Polinesia. Va sottolineata la recente segnalazione di casi autoctoni di Zika virus in Svizzera che potrebbero determinare un incremento dei casi importati. Ultimamente negli ospedali elvetici sono stati diagnosticati quattro casi tra persone rientrate da viaggi America latina dove la malattia, trasmessa con le punture di zanzara, si sta rapidamente diffondendo. Stando a quanto anticipato da RTS i malati, con sintomi lievi, sono stati individuati dal Policlinico universitario di Losanna (uno), da un medico vodese (uno) e dall’Istituto di medicina tropicale di Basilea (due). “Va aumentata la vigilanza verso l’individuazione di casi importati dell’infezione del virus (ZIKA) Zika in Stati membri dell’UE, paesi e territori d’oltremare e regioni ultraperiferiche dell’UE, in particolare dove sono presenti potenziali vettori”. Questa è la conclusione principale della valutazione del rischio ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control).

L’individuazione precoce dei casi è essenziale per ridurre il rischio di trasmissione autoctona nelle regioni dove sono stabiliti i potenziali vettori. La valutazione del rischio evidenzia anche che i medici e i Centri di Medicina Preventiva e Tropicale devono essere consapevoli dell’evoluzione delle zone colpite dal virus ZIKA in Brasile e la regione del Pacifico e dovrebbero includere l’infezione ZIKA nella loro diagnosi differenziale per i viaggiatori provenienti da quelle zone.

E oggi all’elenco delle malettie infettive trasmesse dalla zanzara tigre come la febbre gialla, dengue e chikungunya, che ha colpito oltre duecento persone anche in Italia, se ne aggiunge: lo Zika virus, “parente” (cioè legato filogeneticamente) dei virus della dengue, è stato isolato per la prima volta negli esseri umani negli anni Settanta, ma la sua virulenza è emersa solo con le epidemie del 2007 in Micronesia (5 mila casi) e del 2013 in Polinesia (55 mila casi).

La zanzara della specie Aedes aegypti è considerata il principale responsabile della sua diffusione. I ricercatori dell’Institut de recherche pour le développement di Marsiglia e del Centre International de Recherches Medicales de Franceville (Gabon) hanno analizzato il sangue 4.

312 pazienti colpiti da dengue o chikungunya in Gabon, dal 2007 al 2010, anni in cui in questo Paese si sono verificati numerosi casi. Hanno analizzato anche 4.665 zanzare prelevate nello stesso periodo, appartenenti a nove specie. I risultati mostrano che lo Zika virus era presente in numerosi sieri, ed è quindi probabile che abbia avuto un ruolo importante, e sottovalutato, nelle epidemie attribuite alle altre febbri.

Il virus è stato trovato anche nelle zanzare, e in particolare in numerosi campioni di Aedes albopictus, più nota come zanzara tigre. Un aspetto che merita attenzione, perché la zanzara tigre è sempre più diffusa in Asia e Africa, ma anche in America e in Europa, dove si pensa sia arrivata nel 2004.

In Italia, la diffusione di questi virus è monitorata da programmi specifici, come indicato nella circolare del Ministero della Salute “Sorveglianza dei casi umani delle malattie trasmesse da vettori con particolare riferimento a Chikungunya, Dengue, Zika virus e West Nile Disease 2014“. Il 15 maggio 2015, il Ministero della salute del Brasile ha confermato l’esistenza di un focolaio del ZIKA nel paese in seguito all’identificazione del ZIKA in 16 campioni (otto da Bahia e otto da Rio Grande do Norte) dal laboratorio nazionale di riferimento. Il Ministero della salute sta studiando altri casi sospetti e ha rafforzato le misure di sorveglianza, prevenzione e controllo del paese. Questo è il primo rapporto dell’infezione autoctona di ZIKA in Brasile. Nel 2015, il dipartimento della salute di Vanuatu ha segnalato un numero imprecisato di casi confermati di ZIKA.

Nelle Isole Salomone, è in corso dal febbraio 2015 una epidemia, probabilmente legata a recenti focolai in altri paesi dell’isola del Pacifico. A partire dal 20 maggio 2015, il direzione des Affaires Sanitaires et Sociales de Nouvelle-Calédonie ha segnalato 82 casi confermati di malattia ZIKA in Nuova Caledonia dal 1° gennaio 2015. Il territorio italiano è particolarmente interessato al problema della zanzara tigre, e pertanto Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sempre puntuale nell’avvisare i cittadini, invita il Ministro della Salute a fare monitorare attentamente la situazione dopo la conferma dei casi in Svizzera.


Autore

Potrebbe interessarti...