Sicurezza alimentare: animali da macello destinati all’esportazione colpiti da Epizoozia bovina IBR in Austria

Sicurezza alimentare: in Austria animali da macello destinati all’esportazione colpiti da Epizoozia bovina IBR. Sospetto di IBR in Austria con aziende a rischio...

Sicurezza alimentare: in Austria animali da macello destinati all’esportazione colpiti da Epizoozia bovina IBR. Sospetto di IBR in Austria con aziende a rischio in Svizzera, Germania e Italia. Pericolo immediato per l’Italia, sussiste una necessità d’intervento. Necessari accertamenti sugli animali importati. Riceviamo e pubblichiamo.

Una serie di controlli in Tirolo a fine dicembre 2014, ha rilevato l’herpesvirus bovino che provoca l’insorgenza della rinotracheite infettiva dei bovini. Alcuni animali provenienti dalla stalla commerciale colpita dal virus sono giunti anche in Svizzera. Tutte le aziende interessate sono state subito poste sotto sequestro. L’IBR è incurabile per gli animali, ma inoffensiva per l’uomo.Da questo momento possono essere importati dall’Austria solo bovini che provengono da effettivi non sospetti e che, in seguito a controlli individuali, sono risultati indenni da IBR.

La Rinotracheite infettiva bovina (IBR) è un’infezione virale che colpisce i bovini e si manifesta in forme diverse. IBR: infezione lieve o grave delle vie respiratorie superiori; può comportare aborto nelle vacche gravide e, principalment tra i vitelli, enteriti o encefaliti. Colpisce specialmente i bovini Oltre ai bovini, sono ricettivi alla malattia anche caprini, ovini, suini e differenti specie selvatiche di animali ad unghia fessa. La malattia non costituisce un pericolo per l’uomo.

La malattia si manifesta in due diverse forme. Rinotracheite infettiva dei bovini (IBR): i tipici sintomi sono febbre elevata e improvvisa, aumento della frequenza respiratoria, secrezioni nasali, tosse e arrossamento del naso.

Nelle vacche adulte si verificano aborti e un calo della produzione di latte. Nei vitelli si osservano tremito muscolare, disturbi locomotori, immobilità, eventualmente cecità.Vulvovaginite pustolosa infettiva (IPV): le mucose genitali sono arrossate e coperte da vescicole della grandezza di un chicco di miglio.

Gli animali tendono a urinare spesso e ad assumere una postura anormale della coda.Contagio e diffusione: in particolare per contatto diretto tra animali e mediante sperma.La malattia si trasmette per contatto diretto tra animali (soprattutto aziende da ingrasso) oppure per via aerea (contagio mediante inalazione di goccioline). L’agente patogeno è presente nelle secrezioni nasali e oculari nonché, in caso di aborti, nel liquido amniotico, nella placenta e nello sperma dei tori infetti.La malattia è trasmissibile anche per via indiretta, ad esempio tramite mangiatoie e apparecchiature.Attenzione: anche gli animali asintomatici possono essere portatori del virus per tutta la vita.

Per Giovanni D’Agata, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” è necessario precisare che alla luce di tali notizie è assolutamente utile amplificare i controlli da parte delle autorità Ue ed italiane per tutti i bovini e gli altri animali da macello provenienti dalle aree individuate al fine di evitare il benché minimo rischio per i consumatori.


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