“Per altre vie. Incursioni nella filosofia della musica” in libreria

Un libro che arriva al cuore del jazz. Una riflessione profonda sull’arte e sull’improvvisazione. “Per altre vie. Incursioni nella filosofia della...

Un libro che arriva al cuore del jazz. Una riflessione profonda sull’arte e sull’improvvisazione. “Per altre vie. Incursioni nella filosofia della musica” (Apollo Edizioni) scritto dal jazzista Guido Mazzon e dal giornalista Guido Bosticco, affronta in modo semplice un tema cardine della musica contemporanea.

«Il jazz è uno stile, l’improvvisazione un’arte. Lo stile è ripetibile, l’arte no».

Che cosa è l’improvvisazione? Qual è l’essenza intima della musica? Perché il silenzio è alla base della musica? E ancora: l’arte è un’esperienza, un’espressione o una forma di comunicazione? Sono molte le domande che si possono fare attorno ad un atto così semplice come ascoltare musica. Ed è proprio ascoltando un disco che nasce questo libro. “Per altre vie. Incursioni nella filosofia della musica” (Apollo Edizioni) da poco in libreria, è un’analisi in parallelo, un dialogo serrato fra un musicista appassionato di filosofia, il trombettista Guido Mazzon, e un filosofo appassionato di musica, Guido Bosticco, giornalista e docente all’Università di Pavia.

Dopo circa quarant’anni di attività jazzistica, dedicata all’improvvisazione nel jazz, nella free music europea e all’interpretazione più sincera del pensiero libero musicale, Mazzon raccoglie in poche pagine il suo pensiero, nel primo capitolo del libro. Riflessioni libere, ma assai rigorose sulla creatività, sul concetto di invenzione in musica, sull’improvvisazione collettiva e sul potere del suono e del silenzio. Accanto a ciò, segue una riflessione concentrata di Guido Bosticco, dal carattere profondamente filosofico, che intende sganciarsi dai cliché tipici della letteratura musicale e che lega l’arte con la verità, l’esperienza dell’ascolto con la comunità. Un passaggio sottile attraverso le parole della musica e della filosofia. E per completare il libro, un dialogo fra i due autori che, con la leggerezza data dalla scelta stilistica (una chiacchierata fra amici), affronta argomenti molto complessi come l’esistenza stessa dell’improvvisazione e la sua forma estetica, prendendo spunto da alcuni brani di un disco di Mazzon con Giovanni Maier, Entropia.

Ne esce un piccolo libro, denso eppure alla portata di tutti, un saggio breve, dopo i due libri su Pasolini, scritti sempre in coppia da Mazzon e Bosticco. Questo è un libro da leggere d’un fiato o un testo per le scuole di musica e i conservatori, ma anche un vademecum del pensiero creativo o uno spunto di riflessione per chi ama semplicemente il jazz suonato e ascoltato. La copertina del libro ammicca ai tradizionali libri didattici musicali, chi ha studiato qualche strumento in gioventù non potrà non riconoscerlo subito, ma il testo è destinato ad un pubblico anche di non addetti ai lavori, che abbia la curiosità di avvicinarsi ad uno stile musicale poco studiato nel suo profondo, e spesso travisato perfino dalla critica, come quello della musica

improvvisata.

«Quello che Mazzon dice (rivela) è fondamentale anche e soprattutto per chi abbia scelto di occuparsi di musica come musicologo o storico o chroniqueur. Perché fa sapere, con rara chiarezza e profondità, molte cose viste “dall’interno”, cioè dal punto di vista di chi la musica la fa, e di solito quelle cose non le dice, non sa dirle (si tratta di una sorta di interpretazione autentica) e tanto meno ne scrive e le sa scrivere così bene». (Dalla Prefazione di Franco Fayenz).

GLI AUTORI

Guido Mazzon, biologo di formazione, musicista per elezione (trombettista, compositore, performer), scrittore per occasione, dal ’70 esponente del jazz contemporaneo d’autore ha pubblicato più di 50 tra Lp e CD, ha suonato in tutto il mondo. Vicino alla scuola europea di ‘improvvisazione totale’ ha sviluppato in seguito una propria concezione di composizione / improvvisazione tematica che privilegia una valenza lirico-narrativa, sia nelle solo performances sia nei lavori orchestrali.

Guido Bosticco insegna scrittura all’Università di Pavia e alla Scuola del viaggio. È socio fondatore di Epoché, un’agenzia che si occupa di progettazione culturale e di comunicazione istituzionale. Dirige il Laboratorio del Governo di sé. Ha pubblicato una paio di dischi e diversi articoli sul rapporto fra scrittura e potere, e sulla teoria dello stile. È autore di “Riempire i vuoti. Un manuale (soggettivo) di scrittura e comunicazione” (Ibis, 2007). Viaggia, scrive e suona come e quando può.

Guido Mazzon e Guido Bosticco hanno scritto insieme “La tromba a cilindri. La musica, io e Pasolini” (Ibis, 2008) e “PPP – Il mondo non mi vuole più e non lo sa” (Ibis, 2012),


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