Operazione sorpasso: il lusso piace a Piazza Affari e mette in crisi Londra

Se Piazza Affari si aggiudica la maglia nera tra i principali listini europei, registrando una perdita del 24 per cento nei primi sei mesi dell’anno, c’è...

Operazione sorpasso: il lusso piace a Piazza Affari e mette in crisi Londra

Se Piazza Affari si aggiudica la maglia nera tra i principali listini europei, registrando una perdita del 24 per cento nei primi sei mesi dell’anno, c’è di buono che il Made in Italy continua a resistere. Il mercato del lusso, fiore all’occhiello dell’industria italiana, torna a registrare un andamento positivo dopo le preoccupanti turbolenze che avevano caratterizzato il 2015. E, con il cambio di vento, possono tornare a sorridere anche le piccole e medie imprese manifatturiere che costituiscono la spina dorsale dei grandi marchi del lusso italiano.

Per poter pensare davvero a un’inversione di tendenza bisogna ragionare almeno su scala europea. Gli investitori dimentichino per un attimo gli spettri della Brexit e la svalutazione della sterlina perché, almeno nella moda, Milano può battere Londra uno a zero. L’incertezza del dopo Brexit, che da qualche giorno domina i mercati, potrebbe giocare a favore del Made in Italy, se ben sfruttata. Già lo scorso anno Milano ha battuto Londra 73 a 51 (fonte Camera della Moda) per numero di sfilate e il fashion show italiano è durato sei giorni, contro i cinque della City.

Poi, si sono aggiunti il progressivo indebolimento della sterlina e lo spettro dei dazi doganali sulle importazioni per effetto dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. In questo scenario l’Italia può mettere la freccia del definitivo sorpasso sul mercato del lusso londinese.

Ma, per poter cogliere appieno la sfida Italia-Inghilterra, c’è bisogno di un’iniezione di coraggio anche su micro scala. Il contrattacco potrebbe favorire non poco le piccole e medie imprese manifatturiere, a patto di generosi investimenti in termini di formazione e innovazione. Per poterlo fare, va da sé, è necessario che le aziende facciano quanto prima pace con il passato. In altre parole, serve un’iniezione di liquidità che, spesso, passa attraverso il recupero credito stragiudiziale. Affinché l’opportunità venga sfruttata e vinta dal Made in Italy, bisogna che le aziende siano libere di concentrarsi sul futuro, dando un colpo di spugna alle resistenze accumulate in anni di crisi.

Articolo realizzato in collaborazione con Advancing Trade.


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