Narghilè (o Shisha): fumatori esposti a metalli pesanti secondo uno studio

Narghilè (o Shisha): fumatori esposti a metalli pesanti secondo uno studio. E una fumatina corrisponde a 10 sigarette in una volta. Riceviamo e pubblichiamo. Dietro...

Narghilè (o Shisha): fumatori esposti a metalli pesanti secondo uno studio

Narghilè (o Shisha): fumatori esposti a metalli pesanti secondo uno studio. E una fumatina corrisponde a 10 sigarette in una volta. Riceviamo e pubblichiamo.

Dietro l’esperienza ludica e i dolci aromi, si nasconderebbe in realtà un (potenzialmente) pericoloso cocktail cancerogeno fatto di piombo, uranio, nichel… e tabacco. Sono questi gli esiti di una ricerca i cui dati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica BMC Public Health. Mentre la popolarità dei “shisha bar” è in espansione anche in Europa e quindi in Italia, alcuni ricercatori giordani hanno lanciato l’allarme: i fumatori di narghilè sono esposti a un cocktail estremamente pericoloso per la salute.

“Abbiamo bisogno di attirare l’attenzione della gente sul fatto che lo shisha (ndr così in egiziano) non è innocuo: l’acqua del serbatoio non serve assolutamente per filtrare il fumo, ma solo per raffreddarlo. E gli aromi non mascherano la presenza di tabacco” secondo l’autore dello studio, il dottor Akeel Al-Kazwini.

In media, una miscela di tabacco per narghilè pesa 10 grammi, o l’equivalente di 10 sigarette.

Ma il peggio deve ancora venire. Analizzando quattro campioni di tabacco acquistato in un mercato locale, il team di scienziati ha trovato una dose inquietante di metalli pesanti, come uranio, cromo, piombo e nichel. Così, se si fuma per un’ora, inspirate 26 volte la massima dose giornaliera raccomandata di uranio dall’OMS. “A lungo termine, i metalli pesanti aumentano fortemente il rischio di tumori, ma anche di altre malattie croniche”.

Si tratta di dati inquietanti, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, soprattutto alla luce del fatto che la moda del narghilè è percepita come un fenomeno innocuo e senza rischi proprio per la circostanza che ancora oggi, molti soprattutto tra i giovani, ritengono che l’acqua contenuta nelle ampolle costituisca un filtro miracoloso capace di decontaminare il fumo da ogni residuo pericoloso, mentre così non è come conferma quest’indagine scientifica che costituisce un monito per chi si approccia o per chi ne è uno strenuo sostenitore.


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