I morti nel Mediterraneo

Vedere altri morti nel Mediterraneo sembrava impossibile quando nel 2006 il giornalista Sergio Taccone pubblicava il racconto/inchiesta Dossier Portopalo.

I morti nel Mediterraneo - FOTO Portopalo da Twitter

Vedere altri morti nel Mediterraneo sembrava impossibile quando nel 2006 il giornalista Sergio Taccone pubblicava, dopo anni di studi e ricerche sul luogo il racconto/inchiesta Dossier Portopalo. Il naufragio del Natale 1996, e nel 2008 Dossier Portopalo. Il naufragio fantasma. Verità a confronto con la GB EditoriA. I lettori rimasero inorriditi per la morte nascosta di ben 283 migranti nella Notte di natale dell’ormai lontano 1996, e tutti noi pensavamo che un disastro del genere non sarebbe più capitato sicuri che lo Stato Italiano, l’Unione Europea e gli altri Paesi Mediterranei avessero finalmente capito cosa succede tra le coste africane e quelle siciliane e si sarebbero impegnati affinché non ci sarebbe più stata una tragedia del genere, purtroppo però in questi ultimi anni, a causa delle sciagurate guerre in Iraq e Libia che hanno si spodestato i dittatori che opprimevano il popolo ma generato anche l’anarchia in quei paesi sfortunati dove ora regna la legge delle armi, i poveri migranti si sono quintuplicati, generando una situazione di allerta che forse l’Europa e l’Italia non avevano previsto, o forse non hanno voluto prevedere.

Il fatto è che domenica 12 aprile 2015 a morire in mare non furono altri 283 migranti, ma ben 400 persone, tra cui donne e bambini che non venivano nel nostro Paese in cerca di un lavoro e di un futuro migliore, ma per fuggire dalla guerra, da battaglie senza fine generate dall’ottusità di Stati Uniti e Unione Europea, che in nome della Democrazia hanno generato la furia cieca dell’Anarchia, rendendo la situazione esplosiva in una catena elevatissima di stati e generando un escalation senza pari di violenza inaudita in nome di un Dio che forse non conoscono ma ne quale sfogano tutta la loro rabbia.

Di chi è la colpa? Chi ha queste 400 anime sulla coscienza? La risposta è presto detta e non vale la pena di ripeterla, e non serve a nulla fare ora le lacrime di coccodrillo gettando ognuno la colpa sull’altro e strumentalizzando l’evento per favorire le prossime lezioni, perché tutti hanno taciuto, rossi, neri, bianchi e quelli che hanno i colori più sfocati, e quindi tutti hanno colpa, come abbiamo colpa noi stessi, che dalle nostre case, magari più povere rispetto a 10 anni fa, ma sempre con qualcosa nel frigo da mangiare e con una stufa con la quale riscaldarci, abbiamo dimenticato chi è più sfortunato di noi, e preferiamo chiudere gli occhi, o spegnere la Tv, davanti a spettacoli del genere che potevano essere evitati.


Autore

Potrebbe interessarti...