IKEA richiama 27 milioni di mobili tra cassepanche e credenze

La compagnia svedese Ikea ha avviato un programma di richiamo per 27 milioni di cassapanche e credenze perché possono rovesciarsi e schiacciare i bambini se non...

La compagnia svedese Ikea ha avviato un programma di richiamo per 27 milioni di cassapanche e credenze perché possono rovesciarsi e schiacciare i bambini se non sono ancorati al muro. Lo rende noto il portavoce di IKEA e la Consumer Product Safety Commission, precisando che per la poca stabilità sono morti due bambini dopo che le casse Malm di Ikea sono cadute su di loro nel 2014. Inoltre il colosso svedese è a conoscenza di 14 incidenti che coinvolgono le casse Malm di cui quattro bambini hanno riportato ferite lievi.

Ikea consiglia ai clienti di contattare l’azienda se hanno acquistato questo tipo di mobili anche se i consumatori non sono tenuti a restituire i mobili. Invece, essi dovrebbero ordinare o prendere un nuovo kit di ancoraggio per le cassapanche e credenze colpiti da applicare alla parete libera. A causa della poca stabilità, i mobili non essendo agganciati alle pareti, rappresentano un pericolo se utilizzati in cima ad una scala.

Patty Lobell, US direttore commerciale di Ikea, ha dichiarato in un comunicato che la società è “profondamente addolorata” per la morte dei due bambini e promette interventi urgenti “per prevenire ulteriori tragedie”.

In un’intervista, il Presidente della Consumer Product Safety Commission (CPSC), Elliot Kaye, ha dichiarato che per diversi anni i Mobili e le TV sono stati una delle principali preoccupazioni. Secondo i dati del CPSC un bambino muore ogni due settimane mentre uno resta ferito ogni 24 minuti negli Stati Uniti dal ribaltamento di mobili o televisori. Per questo ho invitato tutta l’industria per fare mobili più stabili e per Ikea ad aprire questa strada considerando la loro “quota di grande mercato”. Le casse Malm sono state prodotte a partire dal 2002. L’azienda prega i suoi clienti, segnala Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” a consegnare i mobili , anche se i consumatori non sono tenuti a restituirli.


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