Classifica delle migliori Università del Mondo, Italia oltre il 100° posto

Gli States piazzano otto nelle prime dieci posizioni della speciale classifica stilata dalla ‘Jiao Tong’ University di Shanghai in Cina.

Classifica migliori Università del Mondo ‘Jiao Tong’ University di Shanghai in Cina

Sono le università americane le migliori al mondo. Gli States piazzano otto nelle prime dieci posizioni della speciale classifica stilata dalla ‘Jiao Tong’ University di Shanghai in Cina e pubblicata Venerdì. La Università di Harvard capeggia la graduatoria per il 13° anno consecutivo, seguita da Stanford, dal MIT e da Berkeley, così come l’anno scorso. Il dominio a stelle e strisce è interrotto solo dalle università inglesi di Cambridge (quinto posto) e Oxford (decimo).

A livello europeo, l’ETHZ occupa il quarto posto in assoluto, preceduta ancora dall’University College di Londra (18esimo rango). L’Università di Warwick (92a) nel Regno Unito viene aggiunta all’elenco delle Top 100 per la prima volta. Ci sono in totale 11 Università di rottura nella lista Top 500 nel 2015, tra cui Queensland University of Technology in Australia e Sharif University of Technology in Iran fanno la loro prima comparsa.

L’Italia si piazza oltre il centesimo posto con gli atenei di Pisa e La Sapienza di Roma. Una graduatoria non esente pero’ da critiche da parte di alcuni Paesi europei, in primo luogo la Francia, che contestano la metodologia usata dallo studio. I criteri privilegiano infatti le scienze esatte a scapito di quelle umane, considerano i premi Nobel attribuiti agli ex allievi o ai ricercatori, e gli articoli pubblicati in particolare su riviste anglosassoni come ‘Nature’ e ‘Science’.

Nella classifica delle università italiane seguono Milano e Padova. Dal 201esimo al 300esimo posto si piazzano il Politecnico di Milano, la Normale di Pisa e le sedi di Bologna, Firenze e Torino. La classifica di Shanghai, creata nel 2003, osserva Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, è contestata da numerosi responsabili europei, perché, a loro avviso, si concentra troppo sulla ricerca e le scienze della vita, occultando in particolare le scienze umane e sociali.


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