Greenpeace “Public Eye Lifetime Award”: Premio della Vergogna a Davos alla Chevron

Ambiente: “Public Eye Lifetime Award” il premio della vergogna è stato consegnato venerdì a Davos alla Chevron. Il colosso petrolifero è stato nominato...

Il premio della vergogna a Davos alla Chevron

Ambiente: “Public Eye Lifetime Award” il premio della vergogna è stato consegnato venerdì a Davos alla Chevron. Il colosso petrolifero è stato nominato per il peggior comportamento ecologico e umanitario. Riceviamo e pubblichiamo.

Anche quest’anno Greenpeace ha assegnato da Davos il Premio della Vergogna: ha vinto il colosso petrolifero americano Chevron. Il vincitore del premio è stato designato come peggior azienda in materia di diritti umani e protezione del pianeta. Tra i sei premi della vergogna consegnati nell’ultimo decennio, gli internauti hanno scelto la compagnia texana.

La multinazionale si è aggiudicata la nomina grazie alla denunciaper il disastro ecologico causato dallo sfruttamento petrolifero nella foresta vergine del nord dell’Equatore”.

Ambiente: "Public Eye Lifetime Award" il premio della vergogna è stato consegnato venerdì a Davos alla Chevron

Ambiente: "Public Eye Lifetime Award" il premio della vergogna è stato consegnato venerdì a Davos alla Chevron

Lo hanno dichiarato la Dichiarazione di Berna e Greenpeace, le organizzazioni non governative organizzatrici dell’evento. Si è fatto notare, inoltre, che Chevron si rifiuta ancora di pagare la multa di 9,5 miliardi di dollari (8,3 miliardi di franchi) per i danni ambientali provocati nell’Amazzonia ecuadoriana.

La manifestazione organizzata a fianco del Forum economico mondiale (WEF) è giunta alla sua ultima edizione, ma gli organizzatori hanno già lanciato un’iniziativa popolare che ha lo scopo di spingere le società elvetiche a rispettare i diritti umani e l’ambiente. I vincitori dei premi, osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, attribuiti come ogni anno a margine del World Economic Forum nella cittadina svizzera, si sono distinti in quanto “particolarmente indifferenti ai diritti umani e all’ambiente”.


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