Allerta morbillo in Italia, la “malattia infantile” che colpisce ragazzi giovani e adulti

SALUTE NEWS – Allerta morbillo in Italia. Anche l’Europa e gli Usa stanno registrando il diffondersi di focolai. In Germania dato il numero attuale crescente...

Allerta morbillo in Italia, la "malattia infantile" che colpisce ragazzi giovani e adulti

SALUTE NEWS – Allerta morbillo in Italia. Anche l’Europa e gli Usa stanno registrando il diffondersi di focolai. In Germania dato il numero attuale crescente di infezioni, il Ministero della salute sta pensando all’introduzione di una vaccinazione obbligatoria per legge. Dobbiamo preoccuparci? Riceviamo e pubblichiamo.

Viene chiamata ‘malattia infantile’, ma colpisce anche i ragazzi e i giovani adulti e, nonostante nell’immaginario collettivo sia considerato ancora quasi normale, averla può avere conseguenze molto gravi, fino a uccidere. È il morbillo, insieme alla rosolia considerate dagli esperti, ancora una minaccia globale. I dati ufficiali disponibili confermano un incremento esponenziale anche se, secondo l’OMS, la mortalità nel mondo è in calo. Per quanto riguarda l’Europa negli ultimi quattro anni sono stati registrati oltre 100mila casi di morbillo e 90mila di rosolia e, anche se i dati italiani risultano ancora incompleti, l’istituto Superiore di Sanità nel mese di ottobre 2014 ha registrato 47 casi di morbillo che portano a 1620 i casi segnalati dall’inizio dell’anno. L’incidenza dei casi di morbillo nel 2014 è stata pari a 2,8 casi per 100.000 abitanti. L’incidenza più elevata è stata osservata in Liguria con 12,4 casi per 100.000, seguita dal Piemonte con 11,9, dalla Sardegna e dall’Emilia-Romagna con 6,0 e 4,6 casi per 100.000 abitanti rispettivamente. L’età mediana dei casi è stata pari a 23 anni (range: 0-74 anni) e l’84,7% era non vaccinato. Per quanto riguarda la rosolia, nel mese di dicembre 2014, è stato segnalato 1 caso, portando a 27 i casi segnalati dall’inizio dell’anno. Nel mese di novembre non sono stati segnalati casi. Questi i dati nazionali del sistema di sorveglianza integrata del morbillo e della rosolia riportati nel numero di dicembre 2014-gennaio 2015 di Morbillo & Rosolia. Il fenomeno non è solo italiano. Anche l’Europa e gli Usa stanno registrando il diffondersi di focolai.

La scorsa settimana il Centro per il controllo delle malattie infettive e la loro prevenzione di Atlanta ha denunciato negli USA 288 casi dall’inizio dell’anno fino al 23 maggio, il  più alto numero di infezioni dal 1994. “Per affrontare questa emergenza – evidenzia la Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente SITIP e Presidente della Commissione dell’OMS per l’eliminazione di morbillo e rosolia congenita –  l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha creato una Commissione di esperti per attuare un Piano di prevenzione a livello europeo al quale hanno aderito 53 Paesi dell’UE e altri Stati del mondo, con l’obiettivo di eliminare morbillo e rosolia entro il 2015”. In Germania dato il numero attuale crescente di infezioni, sabato il Ministero della salute, sta pensando all’introduzione di una vaccinazione obbligatoria per legge. Su fronte dei decessi invece, secondo le stime dell’Oms, la mortalità nel mondo per il morbillo è scesa da oltre 560mila casi nel 2000 a 122mila nel 2012, con almeno 13,8 milioni di morti prevenute dai vaccini in questo arco di tempo. In Europa i morti sono stati tre, con otto casi di encefalite acuta.Considerata una malattia innocua, il morbillo è invece responsabile di encefalite in un caso su mille, evento che porta alla morte o a danni permanenti. Inoltre,se contratto in età adulta, il morbillo ha molti più rischi di effetti collaterali perché la sindrome è più violenta, esponendo il paziente a complicanze e ricoveri. Per quanto riguarda l’Europa, l’obiettivo di eliminare la malattia entro il 2015 che si celebrerà la settimana dal 22 al 26 aprile. Per Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti” è fondamentale ricordare che il morbillo e la rosolia possono portare a gravi complicanze, come purtroppo testimoniano i  casi descritti. E la prima difesa nasce innanzitutto dall’essere informati e dal conoscere.


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