Allerta epidemia salmonella collegata al tonno crudo

Il CDC, l’Ufficio federale della sicurezza alimentare della California, ha lanciato un’allerta alimentare. Nel tonno crudo, per lo più da sushi, prima...

Allerta epidemia salmonella collegata al tonno crudo

Il CDC, l’Ufficio federale della sicurezza alimentare della California, ha lanciato un’allerta alimentare. Nel tonno crudo, per lo più da sushi, prima del consumo sono state trovate tracce di salmonella che può essere al centro di una recente epidemia che si estende in nove stati. L’epidemia, che si è manifestata a marzo, secondo i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha contagiato almeno 53 persone.

Il batterio al centro del focolaio è la variante Salmonella paratyphi B. Confermati casi in nove stati, la maggior parte dei quali sono concentrati nel sud della California o in persone che hanno riferito di avere viaggiano in quell’area. Secondo il California Department of Public Health, la maggior parte delle vittime ha riferito di avere mangiato sushi contenente tonno crudo nella settimana prima che si ammalassero.

Fino ad oggi 31 casi sono stati confermati in California. In Arizona i contagiati sono più di 10, sei in New Mexico, e uno ciascuno in Mississippi, Illinois, South Dakota, Virginia, Washington e Wisconsin. Non si ha notizia di decessi, ma l’epidemia è stata dichiarata preoccupante ed almeno 10 persone sono state ricoverate in ospedale, tra cui un bambino di un anno appena. La sfida è particolarmente difficile a causa della grande dispersione geografica dei casi.

La Food and Drug Administration che sta effettuando rigorosi controlli con il fine di risalire alla fonte comune del tonno che ha scatenato l’epidemia, ha dichiarato in un comunicato stampa che si tratta di un “intenso e faticoso lavoro, che richiede la raccolta, la revisione e l’analisi di centinaia e a volte migliaia di fatture e documenti di trasporto“, il che significa che ci vorrebbe più tempo prima che l’agenzia scopra la partita di tonno che sta facendo ammalare le persone.

In conclusione la FDA ha specificato che c’è il concreto rischio che il prodotto è stato commercializzato in catene di supermercati o ristoranti, e non solo, e pertanto la FDA invierà un allerta alimentare avvisando la gente di non mangiarlo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, è elevato il rischio che si diffonda anche in Europa, dove in alcuni aereoporti e dogane portuali è scattato il codice rosso.

La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche. È stata segnalata per la prima volta nel 1886, in un caso di peste suina, dal medico americano Daniel Elmer Salmon. La salmonella è presente in natura con più di 2000 varianti (i cosiddetti sierotipi) ma i ceppi più frequentemente diffusi nell’uomo e nelle specie animali, in particolare in quelle allevate per la catena alimentare, sono S enteritidis e S typhimurium.

Le infezioni provocate da salmonella si distinguono in forme tifoidee (S typhi e S paratyphi, responsabili della febbre tifoide e delle febbri enteriche in genere), in cui l’uomo rappresenta l’unico serbatoio del microrganismo, e forme non tifoidee, causate dalle cosiddette salmonelle minori (come S typhimurium e la S enteritidis), responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica.

Le salmonelle non tifoidee, responsabili di oltre il 50% del totale delle infezioni gastrointestinali, sono una delle cause più frequenti di tossinfezioni alimentari nel mondo industrializzato. Le infezioni da Salmonella possono verificarsi nell’uomo e negli animali domestici e da cortile (polli, maiali, bovini, roditori, cani, gatti, pulcini) e selvatici, compresi i rettili domestici (iguane e tartarughe d’acqua).

I principali serbatoi dell’infezione sono rappresentati dagli animali e i loro derivati (come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati) e anche dall’ambiente (acque non potabili). Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” rilanciando l’allerta riportata dal portale del governo statunitense, invita i consumatori a prestare la massima attenzione ed a evitare di mangiare tonno crudo. L’altra cosa da ribadire è che il pesce non coinvolto si può mangiare con serenità.


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