30 miliardi di risparmio in fonti fossili con il 30% di CO2 in meno al 2020

Tagliare maggiormente e subito le emissioni di CO2 porterebbe sensibili vantaggi economici all'Europa e alle imprese, più risparmi sui combustibili e minori costi sanitari.

Dietro gli investimenti in efficientamento energetico ed il conseguente taglio delle emissioni di gas climalteranti, vi sono importanti risparmi economici che sarebbero esponenzialmente maggiori se gli obiettivi varati dall’Unione Europea nel Pacchetto Clima-Energia 20-20-20 venissero innalzati di 10 punti percentuale.

A metterlo in evidenza è Avvenia, uno dei maggiori player nell’ambito dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, secondo le cui analisi l’innalzamento dell’obiettivo comunitario delle emissioni al 2020 dall’attuale -20% ad un possibile -30% consentirebbe di risparmiare oltre 30 miliardi di euro l’anno in fonti

fossili contro un risparmio di 10 miliardi l’anno previsto con l’attuale obiettivo del -20%.

E anche le spese sanitarie ne beneficerebbero. La riduzione dell’inquinamento legata al taglio delle emissioni del 30% porterebbe a ridurre queste spese di 7,6 miliardi l’anno, dai 3,3 miliardi previsti con l’attuale obiettivo. Promuovere l’efficienza energetica diventa così una grande misura di rilancio delle più rilevanti competenze industriali per le quali il nostro Paese è leader mondiale. Secondo le stime di Avvenia ciascun investimento in efficientamento energetico è in grado di generare un indotto pari almeno al triplo dell’investimento stesso.


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